Fratelli
Il Libro di Malachìa risale al 450 circa a.C. Il tempio è stato
ricostruito, ma non le mura di Gerusalemme: “La città dei miei padri è ridotta
ad uno stato penoso”, dice Neemìa (2,3) al re Artaserse. I rimpatriati da
Babilonia non hanno ricevuto l’accoglienza che si aspettavano.
“Vi ho amati, dice il Signore; e voi dite: In che modo?”.
I sacerdoti non sembrano all’altezza della loro missione di ministri della Parola e di responsabili del culto: “Voi siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento”.
Dice Malachìa in nome di una fede viva e personale: “Non abbiamo tutti un solo Padre? Non ci ha creato un unico Dio?”
Questo passo ci offre una delle più belle espressioni dell’Alleanza: essendoci un unico Padre, ognuno è
responsabile del proprio fratello (1,14-2,10).
Gesù continua ad insegnare nel tempio. Si rivolge alla folla e ai suoi discepoli. E’ il suo ultimo grande discorso (Matteo 23-25). Prende la parola in un grande silenzio: ”Chi oggi insegna al posto di Mosé sono gli scribi e i farisei: quanto essi vi dicono, mettetelo in pratica e tenetelo presente, ma non fate come loro”.
Il loro magistero è autentico ma non sono coerenti, perché non si mettono sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Poi Gesù di colpo si rivolge ai discepoli:
“Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Il più grande di voi sia vostro servo”. Per voi esiste un solo Maestro, un solo Padre, una sola Guida (23,1-12). Seguono sette “guai”, come il primo discorso
esordiva con nove volte “Beati” (5,1-12), un lamento accorato, grido di amore ferito: Gesù si riconosce solidale con tutta un’antica storia di colpa.
Scrivendo ai Tessalonicesi, San Paolo rievoca vicende da poco trascorse, la fondazione della comunità e l’esaltazione del proprio incontenibile affetto: Dopo essere stati oltraggiati a Filippi, trovammo nel nostro Dio il coraggio per parlarvi della buona notizia di questo Dio… Pur potendo darci una certa importanza quali inviati dell’Eletto Gesù, in mezzo a voi ci dimostrammo bambini; come una mamma quando riscalda le proprie creature, così ci sarebbe piaciuto distribuirvi non solo la buona notizia di Dio ma anche la nostra stessa vita (I, 2,1-13). Signore, il mio cuore non è presuntuoso, né i miei occhi sono altèri.
Abbiamo la tendenza a gareggiare con Dio, per voler essere simili a Lui. Occorre invece porsi nell’umile condizione di creatura, accettare i propri limiti:
Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.
Si tratta del bambino (gamul) che sa già camminare con le proprie gambe. Il salmo 130/131 (canto del pellegrino, di David) è il canto della maturità spirituale,
di una persona che non ha avuto la vita facile ma ha saputo appianare le onde
tumultuose del suo animo inquieto sperando nel Signore.
Ora e sempre, Israele, confida nel Signore.
E’ bello, Signore, vivere con Te.
(a cura di Silvano Scarpat)
“Vi ho amati, dice il Signore; e voi dite: In che modo?”.
I sacerdoti non sembrano all’altezza della loro missione di ministri della Parola e di responsabili del culto: “Voi siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento”.
Dice Malachìa in nome di una fede viva e personale: “Non abbiamo tutti un solo Padre? Non ci ha creato un unico Dio?”
Questo passo ci offre una delle più belle espressioni dell’Alleanza: essendoci un unico Padre, ognuno è
responsabile del proprio fratello (1,14-2,10).
Gesù continua ad insegnare nel tempio. Si rivolge alla folla e ai suoi discepoli. E’ il suo ultimo grande discorso (Matteo 23-25). Prende la parola in un grande silenzio: ”Chi oggi insegna al posto di Mosé sono gli scribi e i farisei: quanto essi vi dicono, mettetelo in pratica e tenetelo presente, ma non fate come loro”.
Il loro magistero è autentico ma non sono coerenti, perché non si mettono sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Poi Gesù di colpo si rivolge ai discepoli:
“Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Il più grande di voi sia vostro servo”. Per voi esiste un solo Maestro, un solo Padre, una sola Guida (23,1-12). Seguono sette “guai”, come il primo discorso
esordiva con nove volte “Beati” (5,1-12), un lamento accorato, grido di amore ferito: Gesù si riconosce solidale con tutta un’antica storia di colpa.
Scrivendo ai Tessalonicesi, San Paolo rievoca vicende da poco trascorse, la fondazione della comunità e l’esaltazione del proprio incontenibile affetto: Dopo essere stati oltraggiati a Filippi, trovammo nel nostro Dio il coraggio per parlarvi della buona notizia di questo Dio… Pur potendo darci una certa importanza quali inviati dell’Eletto Gesù, in mezzo a voi ci dimostrammo bambini; come una mamma quando riscalda le proprie creature, così ci sarebbe piaciuto distribuirvi non solo la buona notizia di Dio ma anche la nostra stessa vita (I, 2,1-13). Signore, il mio cuore non è presuntuoso, né i miei occhi sono altèri.
Abbiamo la tendenza a gareggiare con Dio, per voler essere simili a Lui. Occorre invece porsi nell’umile condizione di creatura, accettare i propri limiti:
Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.
Si tratta del bambino (gamul) che sa già camminare con le proprie gambe. Il salmo 130/131 (canto del pellegrino, di David) è il canto della maturità spirituale,
di una persona che non ha avuto la vita facile ma ha saputo appianare le onde
tumultuose del suo animo inquieto sperando nel Signore.
Ora e sempre, Israele, confida nel Signore.
E’ bello, Signore, vivere con Te.
(a cura di Silvano Scarpat)
BUDOIA
MERCOLEDI’- 8 Novembre
9,30 – Def.ti Angelo e Rosa Dedor Suela
Def.ti Rosina, Alberto, Italia e Giuseppe
Def. Assunta Alfier
DOMENICA – 12 Novembre – XXXII del Tempo Ordinario
11,00 – Trig. Santarossa Teresa e Gislon Elio
Def.ti Pelos Adriana e Del Sant Carlo
Offerte:
Pro chiesa: In Mem. Carlon Dino da sorelle € 200
Boschin Pierluigi € 90
DARDAGO
MARTEDI’– 7 Novembre
17,00 – Def. Basso Marco
SABATO - 11 Novembre – XXXII del Tempo Ordinario
Chiesetta di San Martino
15,00 Deff.
Zambon Renzo (Tunio),
Carlon Lorenzo, Zambon Angela e Figli
Chiesa
18,00 Def.ti Zambon Giovanni e Claudia.
Def.ta Parmesan Maria
Offerte:
Pro chiesa: NN € 10, NN € 60
Pro Giornata Missionaria Mondiale € 193
9,30 – Def.ti Angelo e Rosa Dedor Suela
Def.ti Rosina, Alberto, Italia e Giuseppe
Def. Assunta Alfier
DOMENICA – 12 Novembre – XXXII del Tempo Ordinario
11,00 – Trig. Santarossa Teresa e Gislon Elio
Def.ti Pelos Adriana e Del Sant Carlo
Offerte:
Pro chiesa: In Mem. Carlon Dino da sorelle € 200
Boschin Pierluigi € 90
17,00 – Def. Basso Marco
Chiesetta di San Martino
Carlon Lorenzo, Zambon Angela e Figli
Chiesa
Def.ta Parmesan Maria
Pro chiesa: NN € 10, NN € 60
Pro Giornata Missionaria Mondiale € 193
SANTA LUCIA
17.00 Def.ti Fratelli Carli
DOMENICA – 12 Novembre – XXXII del Tempo Ordinario
9,45 Def.ti Gislon Paolo,
Zammattio Lea,
Fort Mario,
Busetti Angela,
Carli Italo
Zanolin Andrea e Teresa