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sabato 3 febbraio 2024

DOMENICA, 4 Febbraio 2024 - Anno 14 n. 10 V del Tempo Ordinario (B)

 


Una storia a lieto fine


Giobbe ci era familiare, da bambini. Mio padre lo cantava nei Mattutini dei morti, in coro, prima di Messa, alle prime luci dell’alba. Lo cantava in latino, ma si capiva.
Sapevamo che Giobbe soffriva molto:
“Non è una vita da soldati quella dell’uomo sulla terra?
Non vive forse come un mercenario?
A me lune di miseria hanno dato, notti di pena mi sono toccate in sorte.
Coricandomi, dico:‘Quando fa giorno”? E, alzandomi: ‘Quando fa sera?’
Ricordati: vento è la mia vita, con i miei occhi non vedrò più il bene,
occhio vivente non mi vedrà più. Allora i Tuoi occhi mi cercheranno,
ma io non sarò più” (7,1-7).
Giobbe è figura del popolo d’Israele, sempre esiliato, espropriato di tutto, che però continua ad affidarsi al Signore con tutte le sue forze, disperatamente.
Spesso si dimentica che la storia di Giobbe è a lieto fine:
E il Signore benedice la nuova vita di Giobbe più dell’antica (42,12).
Alleluia!
E’ bello al nostro Dio cantare, è dolce il nostro Dio lodare!
Rifondare Gerusalemme, far tornare i dispersi d’Israele,
i cuori in lutto guarire, chi ha piaghe risanare, le stelle ad una ad una contare, chiamare per nome ciascuna: questa è opera del Signore.
Il mio Signore, com’è grande! (Salmo 146/147).
L’inizio dell’attività di Gesù è un giorno di sabato. Usciti che furono dalla sinagoga, andarono in casa di Simone e di Andrea, e c’erano anche Giacomo e Giovanni.
Questo Sabato di Gesù a Cafarnao si può paragonare alle nozze di Cana (Giovanni 2,1- 11): la gioia di Dio con il suo popolo.
Alla celebrazione nella sinagoga segue un pasto abbondante, al quale si invitano anche gli amici. Non è permesso digiunare di sabato, “giorno della misericordia” e della gioia.
Entrato nella casa, Gesù si prende cura della suocera di Pietro, che era in letto febbricitante, la prende per mano e le restituisce il posto di riguardo che le compete.
Sabato in ebraico è femminile, la sposa, la completezza della creazione. In quel giorno si dedica tempo al riposo e allo studio delle Scritture, specialmente della parashàh, il brano proclamato quella mattina nella sinagoga.
L’osservanza del sabato si prolunga fino a sera inoltrata e si conclude con una benedizione per l’ingresso nel tempo profano e per le opere che vi si compiono. Tutto l’operato di Gesù è sotto questo segno: Tramontato il sole, la gente cominciò a portare da Lui tutti quelli che stavano male… L’intera cittadinanza si trovò riunita sotto le finestre, e infatti curò molte persone.
La mattina seguente si levò di buonissima ora, quando ancora era buio, e se ne andò in un luogo solitario, dove si trattenne a pregare         (Marco 1,29-39). 
a cura di Silvano Scarpat)

BUDOIA

MERCOLEDI’– 7  Febbraio    
9,30 - Santa Messa  

DOMENICA – 11 Febbraio -  VI Tempo Ordinario - Memoria B.V. di Lourdes
11,00  Def.ta Carlon Anna
 

DARDAGO
 
MARTEDI’– 6 Febbraio
17,00    Anniv. Basso Mario e Def.ti famigliari
              
SABATO – 10 Febbraio - VI Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti Zambon Angelo  Adele Pala
              D.ti Famiglia Costantini  
       
 
Offerte Pro chiesa NN € 20
 

SANTA LUCIA

GIOVEDI’ –  8 Febbraio 

17,00  – Def. Ettore Tavan
 
DOMENICA – 11 Febbraio -  VI Tempo Ordinario
                                                   
9,45  -  Def.ti  Gislon Paolo, Lea e Valentino Fort
            Soldà Bruna, Pastorutti Claudia,
            Giannese Orazio e Gina
               Ann. Fort Emilio; Def.ti Fam. Bravin e Benvenuti
 
AVVISI COMUNI
 
BENEDIZIONE GOLA (SAN  BIAGIO)
 
SABATO 3 Febbraio ore 18,00   a  DARDAGO
DOMENICA 4 Febbraio ore 9,45   a  SANTA LUCIA
DOMENICA 4 Febbraio ore 11,00   a  BUDOIA
 
USCITA ADOLESCENTI
 
Per tutti i ragazzi dalla prima alla quinta superiore
Dal 10 al 13 Febbraio, presso il
Bella Italia Efa Village di Lignano.
 
Per informazioni:
Chiara: 347 8324133
 
              

sabato 27 gennaio 2024

Domenica, 28 Gennaio 2024, Anno 14 n. 9 - IV de Tempo Ordinario (B)

 


 Il risveglio della profezia

Una tradizione sempre viva e dominante in Israele vede nel profeta

l’autorità suprema, da cui dipendono re e sacerdoti e alla cui parola sono  sospese le sorti dell’intero popolo. La parola del profeta è Parola del Signore.

Il vero profeta è una figura solitaria e imprevedibile, docile al solo ascolto del Signore. E’ al profeta che si deve obbedire: “Se qualcuno non ascolterà le parole che il profeta dirà in mio nome, Io gliene domanderò conto”, dice il Signore.

Il Dio d’Israele è il Dio che parla, che entra in comunicazione rispettosa e creativa con l’uomo, facendo un Patto e chiamandolo a vivere in amicizia.

Il popolo d’Israele è luogo di rivelazione unica, in esso tutti sono chiamati ad essere profeti; ma non tutti ne sono capaci, non tutti ne possono sopportare il peso. Dio non condanna questa paura: “Che io non oda più la voce del Signore mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia!” Anzi la interpreta come rispetto di fronte alla sua Trascendenza.

Ecco allora che il Signore viene incontro alla debolezza del suo popolo

suscitando un mediatore. La profezia è un dono: ad un uomo è consentito di udire il Signore, che gli parla a faccia a faccia, come uno fa con un suo amico (Esodo 33,11).

Il profeta è chiamato a portare nella storia la parola divina, il fuoco della

verità; a diventare luminoso per gli altri, come Mosé: ed essi vedevano quanto raggiante fosse il suo volto (34,30).

A diventare profeta è uno del popolo, è un fratello: Io susciterò per loro, dai loro stessi fratelli, un profeta e metterò sulla sua bocca le mie parole ed egli dirà quanto Io gli comanderò! Il profeta parla di Dio restando fratello, partecipe del destino del suo popolo, in piena solidarietà con i suoi fratelli, come Mosé:

“Il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, ma perché il Signore vi ama” (Deuteronomio 7,6-8).

“Signore, Signore, non distruggere il tuo popolo, il tuo possesso ereditario che hai riscattato nella tua grandezza; non guardare alla caparbietà di questo popolo, alla sua malvagità e alla sua colpevolezza” (9,26-27).

Come Mosé, il profeta è in mezzo al suo popolo, presenza più sacra del tempio, più autorevole del re, più decisiva di quanti amministrano la giustizia. Il profeta è il segno del Patto per sempre, una parola fatta persona, segno e figura del Dio che ama gli uomini e per questo si rivela attraverso la Parola.

Queste parole riguardo la profezia si trovano nella parte centrale del Libro del Deuteronomio (18,15-20), di quei discorsi che Mosé fece al popolo nella terra di Moab, oltre il Giordano, dopo aver guidato il popolo attraverso il deserto per quarant’anni fin sulle soglie della Terra promessa. Mosé non poté entrarvi ma in cambio sembra aver chiesto e ottenuto dal Signore, come risarcimento, per il suo popolo una possibilità del tutto inattesa, che non venga mai a mancare un profeta a somiglianza di Mosé.

 

BUDOIA

 MERCOLEDI’– 31 Gennaio – Memoria S. Giovanni Bosco   

9,30 - Santa Messa  


DOMENICA – 4 Febbraio -  IV Tempo Ordinario

Giornata della Vita

11,00  Ann. Scaringi Francesco, Def.ti Gislon Vincenzo e Rosa

Offerte:

Pro Oratorio: Famiglie Moro €40, Zambon € 40, Pasin  € 60   

                        Grattini/Capone € 60, Del Puppo € 50

                             Classe II  Primaria Budoia  € 100.


DARDAGO

 

MARTEDI’– 30 Gennaio

17,00    Def. Zambon Roberto Momoleti  (ottava)

               Ordinata dai coscritti 1949

VENERDI’– 2 Febbraio

20,30    Incontro Mariano

SABATO – 3 Febbraio - IV Tempo Ordinario (San Biagio)

18,00 –  D.ti Ianna Alfredo, Angela e Chiara, D.ti Ermacora

              Luigi, Santa e Angela; Ann. Calderan Giacoma,  

              Lachin Rizieri, Anniv. Prizzon Abramo e Manlio. 

Offerte Pro chiesa:

Famiglia Sartorel € 40, NN € 20

La famiglia per funerale Zambon Roberto € 100


AVVISI COMUNI

BENEDIZIONE CANDELE (CANDELORA)

SABATO 27 Gennaio ore 18,00   a  DARDAGO

                                    DOMENICA 28 Gennaio ore 9,45     a  SANTA LUCIA

                                      DOMENICA 28 Gennaio ore 11,00   a  BUDOIA 

 

BENEDIZIONE GOLA

(SAN  BIAGIO)

 

                                             SABATO 3 Febbraio ore 18,00   a  DARDAGO

                                        DOMENICA 4 Febbraio ore 9,45   a  SANTA LUCIA

                                           DOMENICA 4 Febbraio ore 11,00   a  BUDOIA

 


lunedì 30 gennaio 2023

Domenica, 29 Gennaio 2023 - Anno 13 n. 10 III T. ordinario (A)

 

Al sorgere delle stelle

 

Sofonìa significa “il Signore protegge”. Figlio di un etiope, è profeta a Gerusalemme tra il 640 e il 630 a.C., in un periodo di decadenza religiosa, di violenza e ingiustizia. Solidarizza con i discendenti degli israeliti del nord che avevano trovato rifugio a Gerusalemme dopo la caduta di Samaria. Fa affidamento sugli strati umili della popolazione più che non sui potenti:

Cercate il Signore, voi tutti, poveri del paese, che eseguite i Suoi ordini.
Forse potrete essere al riparo…
“Da oltre i fiumi di Etiopia fino al settentrione
i miei devoti, i miei figli dispersi mi porteranno offerte”.
Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero,
confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele.
Il Signore, tuo Dio, danzerà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore (Sofonia, 2,3; 3,10-17).
Sofonia inaugura un movimento che si svilupperà dopo l’esilio, un resto che si affida incondizionatamente al Signore, a nome e vantaggio di tutto il popolo.
Il primo discorso riferito dall’evangelista Matteo, “il discorso della montagna”, inizia con un invito alla gioia – nove volte “beati” (in ebraico ashré) – rivolto da Gesù a coloro che lo cercano con un carico a volte non lieve di sofferenza e ai primi discepoli che iniziano a stare con lui (Matteo 5,1-12).
Sono nove piccole vie per una vita felice, sentieri che si aprono
inaspettatamente davanti ai nostri passi. Ce ne sono anche altri! Ognuno è prezioso, perché porta le impronte di Gesù.
“Felici quelli che lo Spirito fa essere poveri, perché appartiene ad essi il regno del cielo infinito.
Felici quelli che hanno compassione.
Felici quelli che si adoperano per fare pace.
Lo Spirito illumina, fa trovare le tracce; il Figlio è la strada, il cammino, la porta che conduce al Padre.
Gesù annuncia la vita nuova d’amore, qualcosa di bello e concreto che ci è dato già fin d’ora, anche in mezzo a contrasti e difficoltà.
Alla fine Gesù posa lo sguardo su quelli che gli stanno accanto:
“Siete felici, qualora veniste insultati e perseguitati per causa mia”.
Si passa dall’impersonale (essi) al personale (voi e io). In quest’ultima ‘felicitazione’ si raccolgono e convergono tutte le altre: nell’incontro con Gesù e nell’affidarsi a Lui.
 
Scrive san Paolo a quelli di Corinto, avviando una digressione nel
discorso sulle rivalità che dividono il gruppo: Gesù è divenuto per noi sapienza inviata da Dio e perfezione e privilegiata purezza e riscatto.
Dio paradossalmente fa conto più sulla nostra debolezza che sulla forza: Egli ha scelto ciò che è debole nel mondo e così umilia ciò che è forte, ha scelto ciò che non è tenuto in considerazione.
 
(I Corinti 1,26-31).

SANTE MESSE DAL 30 al  5/2/2023

BUDOIA
 
MERCOLEDI’ – 1 Febbraio
09,30 –  Santa Messa
 
DOMENICA –  5 Febbraio - V del Tempo Ordinario
11,00 –  Def.ti Bocus Lorenzo, Angelin Domenico, Carlon Elena  
            
 ***       Benedizione della gola (San Biagio)


DARDAGO

MARTEDI’ – 31 Gennaio
17,00 –  Def.ti Emanuele, Amabile e Paolo Marson
 
SABATO –  4 Febbraio - V del Tempo Ordinario
18,00 –  Def.ti Calderone Enrico, Marton Gino, Zambon Angelo e
              Adele (Pala), Ianna Alfredo, Angela e Chiara
 
  ***      Benedizione della gola con il Reliquiario a braccio di San Biagio
           
Offerte :  In memoria di Zambon Loris, dalla famiglia  € 80 per   opere parrocchiali.
 

 

SANTA  LUCIA

GIOVEDI’ – 2 Febbraio – Presentazione Gesù al Tempio (Candelora)
17,00  - Santa Messa 
 
DOMENICA –  5 Febbraio - V del Tempo Ordinario
9,45  - Anniv.   Def. Soldà Bruna
 

SAN BIAGIO
BENEDIZIONE DELLA GOLA

Budoia            Domenica 5 Febbraio – ore 11

Dardago         Sabato    4 Febbraio  – ore 18 con il Reliquiario a braccio di San Biagio

Santa Lucia   Giovedì   2 Febbraio  Presentazione di Gesù al tempio
                                           Festa della Candelora – ore  17,00

venerdì 28 gennaio 2022

Domenica, 30 Gennaio 2022 - Anno 12 n. 10 IV Tempo Ordinario (C)

 

Un mandorlo in fiore
 
Giosia fu uno dei più grandi re nella storia d’Israele. Promosse una grande riforma religiosa con la centralizzazione del culto, tentò di riunificare Israele. Morì combattendo contro il faraone Necao a Meghiddo, nel nord della Palestina (609 a.C.).
Geremia viene da una famiglia di sacerdoti di periferia, del villaggio di Anatot, poco distante da Gerusalemme.
Era un ragazzo quando il Signore lo chiamò: “Che cosa vedi, Geremia?” Risposi:”Vedo un mandorlo in fiore”. “Hai visto bene, poiché Io vigilo sulla mia parola per realizzarla”.
Il nome ebraico del mandorlo, saqed, significa “uno che veglia”: è uno dei primi a fiorire, come da noi bucaneve e campanelle, “il fiore ingannato dall’estate”.
E’ la fretta d’amore di Dio nel realizzare il suo progetto per noi: “Hai bussato al mio cuore con la tua parola e io ti ho amato” (S. Agostino).
Ed ecco, Io oggi faccio di te come una fortezza,
una colonna di ferro e un muro di bronzo
contro tutto il paese…
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché Io sono con te per salvarti” (Geremia 1,4-19).
Dopo la tragica fine del re Giosia, Geremia – il suo nome significa “il Signore mi innalza” – mantenne viva la speranza e la fedeltà al Signore in uno dei periodi più cupi della storia d’Israele.
 
Ugualmente la predicazione di Gesù a Nazaret non ebbe successo: “E’ cosa certa quella che vi dico, che nessun profeta è bene accetto nel suo paese natio”.
Gesù può solo far notare che anche altre volte, come per la vedova di Sarepta e Naaman il Siro, il loro Dio è stato accolto dagli estranei e dai lontani meglio che dai suoi.
Al sentire questo, tutti gli intervenuti alla riunione lo cacciarono con furia fuori della città, con l’intenzione di precipitarlo giù dal ciglio del monte sul quale la città era costruita.
Aprendosi un varco tra la folla, un passo dietro l’altro, 
Gesù se ne va altrove (Luca 4,22-30).
Se parlo i linguaggi degli uomini e degli angeli,
ma non ho amore,
sono come una lastra di bronzo che risuona
o un cembalo che emette squilli acuti;
e anche se ho profezia e penetrassi tutte le sublimi realtà 
e tutta la sicurezza al punto di spostare montagne
ma non ho amore, non sono nulla…
Questo amore ha un respiro grande,
è dolce questo amore, non ha gelosia;
questo amore non si vanta,
non è spavaldo, non ha modi volgari;
non cerca il proprio interesse,
non va sulle furie, non calcola il male;
non si allieta se vi è malvagità
ma condivide la gioia della verità;
in ogni circostanza difende, crede, spera;
non conosce ostacoli.
Questo amore non tramonta mai…
Adesso guardiamo ansiosamente
attraverso uno specchio di parole oscure,
allora invece con gli occhi negli occhi;
adesso conosco frammentariamente,
allora invece conoscerò fino in fondo,
proprio nel modo come fui conosciuto (da Lui).
Di fatto, dunque, rimangono in piedi
fede, speranza, amore, queste tre cose;
ma la più grande fra queste è lui, l’amore (I Lettera ai Corinti 13).

Ai cristiani di Corinto, in cerca di cose sempre nuove e spettacolari, 
San Paolo indica il suo piccolo sentiero, lo stesso di Gesù.
 
(Commento a cura del diac. Silvano  Scarpat)

SAnte Messe dal  31/01  al  6/02/2022 

BUDOIA
 
MERCOLEDÌ - 2  Febbraio (Candelora)
9,30 –  S. Messa e benedizione delle candele.
 
DOMENICA -  6 Febbraio  –  44^ Giornata per la Vita
11,00 – Def.ti Angelin Cipriano e Luigia ord. dai nipoti
 
Offerte Pro Chiesa: Collis Chorus € 50.

DARDAGO
 
MARTEDÌ  -  1 Febbraio (Candelora)
17,00 -  Def.ti  Ermacora Luigi, Santa e Angela Burela
              benedizione delle candele
             
SABATO - 5 Febbraio  –  44^ Giornata per la Vita
18,00 –  Def.ti  Ianna Alfredo, Angela e Chiara,
               Ann. def. Zambon Cecilia Pala ord. fratello Ugo
               Def.ti  Famiglia Costantini
               Def.ti  Zambon Camillo e Lidia Pinal
              benedizione della gola (San Biagio)
 
SANTA LUCIA

GIOVEDI – 3 Gennaio (San Biagio)
17,00  – Santa Messa e  benedizione delle candele
 
Domenica –  6 Febbraio  -  44^ Giornata per la Vita
9,45  - Def.ti Soldà Bruna, Gislon Paolo e Anniv. Fort Emilio                     


venerdì 29 gennaio 2021

Domenica, 31 gennaio 2021 - Anno 11 n. 10 - IV del Tempo Ordinario (B)



Nella sinagoga di Cafarnao *
 
Mosè fu il primo dei profeti (Deuteronomio 18,15-20): le parole che il Signore gli consegnò furono scritte su pietra. Egli era figura di Colui che doveva venire. “Come per tramite di Mosè fu promulgata la legge, così per tramite di Gesù incominciò ad esistere la dimostrazione di quell’Amore che non si smentisce” (Giovanni 1,17). “Il Dio che a più riprese e in più modi parlò agli antenati servendosi dei profeti, alla fine ossia in questi giorni ha parlato a noi nella persona di un Figlio” (Ebrei 1,1s).
 
Dopo aver affrontato satana nel suo territorio, il deserto, Gesù finalmente entra in un luogo abitato (Marco 1,21-28), Cafarnao, “villaggio della consolazione”.  E’ una piccola città in riva al lago, centro commerciale e porto di frontiera con presidio militare, sulla “via del mare”, la strada che collegava l’Egitto con la Persia e le Indie. Recenti scavi ne hanno portato alla luce le stradine e le piccole costruzioni familiari in basalto, frantoi e macine da mulino.
Gesù non è solo, è in compagnia di quattro pescatori, strappati al loro lavoro. E’ sabato. Vanno alla sinagoga e Gesù prende la parola, secondo la consuetudine, dopo la lettura di Mosè.
Improvvisamente lo interrompe, lo aggredisce “un uomo con un’intima forza maligna”. Gesù impone alla forza maligna di tacere e di lasciare quell’uomo ed essa “se ne va via”. Gesù non “è venuto” a umiliare le persone, ma a sconfiggere satana. Lo fa  con  “un insegnamento nuovo, con una veste di autorità”.
Il cristiano che è in rapporto con Gesù, rapporto d’incontro, di amicizia, di appartenenza, che legge il vangelo, conosce Gesù, preferisce Lui e lo mette al di sopra di tutto, quel cristiano è esente da tutto quello che o per malattia o per forza malefica potrebbe intaccare il suo io.
 
San Paolo nel grande messaggio ai cristiani di Corinto, rispondendo ad un loro quesito riguardo al matrimonio (I lettera ai Corinti 7), ha appena affermato la condizione di attesa in cui vive il piccolo cristiano, in una argomentazione bellissima: “Il tempo ormai si è fatto breve” (7,29-31).
Aveva detto anche: “Da parte mia vorrei che tutti fossero come sono io – non sposato – ma ciascuno ha da Dio il proprio dono d’amore” (7,7).
Rendersi graditi al Signore, rendersi graditi l’uno all’altra nel matrimonio è una bella definizione, insieme, della vita di coppia e della fede. Il verbo piacere, essere graditi in greco ha la stessa radice di una parola tenuta in grande considerazione, areté, che significa: virtù, valore, pregio, splendore, stima, nobiltà, fama.
Anche il matrimonio “nella persona del Signore” può ben essere addolcito dallo Spirito con particolari doni, creatori anch’essi di “armoniosa bellezza e assiduità inalterata accanto al Signore” (7,32-35).
Nessuno può rinunciare alla propria parte di sole.
 
 
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

Sante Messe    dalL’ 1 al 7 FEBBRAIO 2021


A  BUDOIA
 
MARTEDÌ 2  - Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora)
18,00 Santa Messa e Benedizione delle Candele
 
MERCOLEDÌ 3 -  San Biagio
9,30 – Santa Messa e Benedizione della gola
           
DOMENICA 7 – V del Tempo Ordinario
11,00 –  Def.ta  Caterina  -  Benefattrice
              Def. ti  Famiglia Donadonibus

A  DARDAGO
 
MARTEDÌ 2  - Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora)
17,00  D.ti Ermacora Luigi, Santa e Angela
           Benedizione delle Candele

SABATO 6 – V del Tempo Ordinario
18,00 –  Ann. Zambon Cecilia Pala ord. dal fratello Ugo
              Benedizione della gola
 
DOMENICA 7 – V del Tempo Ordinario
11,00 Def. Zambon Camillo e Lidia (Anniversario)
             D.ti Janna Alfredo, Angela e Chiara          

A  SANTA LUCIA
 
MARTEDÌ 2  - Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora)
17,00 Santa Messa e Benedizione delle Candele
 
DOMENICA 7 – V del Tempo Ordinario
Santa Messa e Benedizione della gola
10,00 Def. Fort Emilio, Soldà Bruna;
             Def.ti Famiglia Bravin e Benvenuti
 
 
AVVISI
 
MARTEDÌ 2  - FESTA DELLA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO (CANDELORA)
 
Martedì prossimo, ricorre la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, popolarmente detta della Candelora. Dopo le sante Messe verranno benedette le candele nel segno di Cristo, luce del mondo e delle nostre vite nei seguenti orari:
 
ore 17,00 a Dardago e a Santa Lucia
ore 18,00 a Budoia
 
 
SAN BIAGIO – BENEDIZIONE DELLA GOLA
 
Verrà effettuata la benedizione della gola nei seguenti orari:
 
BUDOIA              - MERCOLEDI dopo la Messa delle ore 9,30
DARDAGO         - SABATO dopo la Messa delle ore 18,00
SANTA LUCIA   - DOMENICA dopo la Messa delle ore 10,00