martedì 25 febbraio 2025

DOMENICA, 23 FEBBRAIO 2025 - Anno 15 n.10




DOMENICA, 23 FEBBRAIO 2025  - Anno 15 n. 14

VII del TEMPO ORDINARIO

Tempo di campanelle e bucaneve

Dio s’interessa della nostra storia e si prende cura di ciascuno: è un Dio di misericordia, capace di trarre il bene anche dal male. Sta per iniziare il primo millennio a. C., che coincide con l’età del ferro. In Israele è l’avvento della monarchia, ma non è un inizio felice. Il re Saul, rigettato dal Signore, insegue con il suo esercito il giovane David fin nel deserto del Negheb, per ucciderlo). Saul si è accampato per la notte. Accanto al re addormentato stanno la sua lancia, con la quale in passato aveva già cercato di trafiggere David, e un orcio d’acqua, indispensabile nel deserto. Con l’aiuto del Signore, David s’inoltra nell’accampamento e sottrae al re la lancia e il recipiente d’acqua, ma non lo uccide: Saul è il consacrato del Signore, padre di Mical, sposa di David, e di Giònata, suo grande amico. David si affida al Signore, secondo le parole della saggia Abigai: “La vita del mio signore sarà conservata nello scrigno dei viventi presso il Signore, tuo Dio”

Fermatosi sulla cima del monte, sull’altro versante, con in mano la lancia del re, David rivolge la parola al nemico. Saul riconosce la sua voce: “Ritorna, David, figlio mio, non ti farò più del male!” E da lontano lo benedice. Fu il loro ultimo incontro.

Ricòrdati, Signore, di David, di quanto egli ha sofferto. In Sion faccio germogliare una forza per David – così il Signore ha giurato -,al mio Messia terrò pronta una lampada

 (Salmo 131/132. Si canta nei monasteri ai Vespri di Natale). In ciascuno di noi il Signore desidera prendere dimora e riposare, ora e per l’eternità.  Ecco al centro del discorso della montagna (Luca 6,27-38), Gesù a rivelare la splendida tenerezza del Padre:

“Amate i vostri nemici,fate del bene a quelli che vi odiano, benedite quelli che vi maledicono,pregate per il bene di quelli che vi offendono”.

Queste parole mostrano la divinità di Gesù più dei miracoli.

A quel modo che desiderate agiscano le persone con voi, a quello stesso modo agite con loro. Siate compassionevoli, così come vostro Padre è compassionevole. Se perdonate, verrete perdonati, se date, allora vi verrà dato, vi verrà messa in grembo una misura buona, pigiata, scossa, traboccante”.

“Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia… Pregherò per lei tutta la mia vita” (Lucia all’Innominato).

Rispondere al male con il bene spezza la catena dell’ingiustizia: è l’atteggiamento di chi è così convinto della potenza dell’amore di Dio che non ha paura di affrontare il male solo con l’amore e la verità, un amore che si ottiene confidando nella bontà e tenerezza di Dio.

Il Signore ti circonda di bontà e misericordia. Come è tenero un padre verso i figli,così il Signore è tenero verso quanti si affidano a Lui (Salmo 102/103).


BUDOIA

 MERCOLEDI’ 26  Febbraio

9,30 –  Santa Messa

DOMENICA 2  Marzo VIII del Tempo Ordinario

11,00 – Def.ti Fam. Fantin

 

DARDAGO

MARTEDI’ 25 Febbraio

17,00 – Anniversario Def. Zambon Luigi (Marin), ordinata

             dai coscritti classe 1949.  Santa Messa per intenzione particolare

SABATO – 01 Marzo  VIII   del Tempo Ordinario

18,00 –  Defunti Ianna Alfredo, Angela e Chiara,

              Zambon Luigia (Rosit) , Bastianello Vinicio

              Bocus Ferruccio, Guido, Mario e Palmira

             60° Matrim. di Franceschi Daniele e Zambon Rosina.

Offerte  : Pro Chiesa NN € 50

 

 SANTA LUCIA

 GIOVEDI’ 27 Febbraio

17,00 – Santa Messa  

 DOMENICA 2 Marzo

VIII del Tempo Ordinario

9,45 – Ricordo dei defunti:

          Ann. Lido Carniel ord. da sorella Elena

          Soldà Celeste, Polese Teresa, Soldà Bruna

          Pastorutti Lorenzo e Claudia

 

sabato 15 febbraio 2025

DOMENICA, 16 FEBBRAIO 2025 - Anno 15 n.9

 


                         DOMENICA 16 FEBBRAIO 2025 - Anno 15 n. 13

VI del TEMPO ORDINARIO

Dopo una notte in preghiera sulla montagna

 Sii per me un Dio Protettore e un luogo di rifugio che mi salva:

poiché Tu sei la mia fortezza e il mio rifugio e con il tuo Nome mi guidi e mi sostieni.

Gesù attraversa la Galilea suscitando l’entusiasmo delle folle, ma c’è anche chi gli si oppone, scribi e farisei in primo luogo.

Una notte sale sul monte a pregare e, tra i discepoli, ne sceglie dodici, come in un atto di adozione. Poi si raduna di nuovo attorno a loro una gran folla, venuta anche da molto lontano.

Egli allora tenendo gli occhi rivolti verso i suoi discepoli, parlò:

“Felici voi, o poveri, perché il Regno di Dio è vostro!

Felici voi che adesso avete fame!

Felici voi che adesso piangete!” (Luca 6,20-26).

E’ l’esordio del Discorso della montagna.

“Felici voi quando gli uomini vi isolassero e insultassero e vi mettessero al bando a causa di questo figlio d’uomo – Gesù -. Fate salti di gioia in quel giorno perché la vostra ricompensa, guardatela, è grande, nel cielo.”

Tutti coloro che seguiranno Gesù, e tra essi i dodici, potrebbero essere perseguitati. Verrà a crearsi una divisione, in Israele e nel mondo, tra chi segue Gesù e chi lo rifiuta, tra perseguitati e persecutori: i guai! Sono avvertimenti.

La fedeltà al nome di Gesù potrebbe rendere inevitabile la persecuzione. Il Regno di Dio è qui, oggi, nelle mani di coloro che scelgono Gesù. Il cielo è ora.

Felice tra gli uomini chi trova la sua gioia in quel che insegna il Signore: è come un albero piantato su un argine di acque vive,

le sue foglie non appassiscono e non cadono, tutto quel che fa è in bene (Salmo 1).

Tra i Corinti, alcuni dicono che non esiste una risurrezione di morti (I,15,12-20). San Paolo è il primo a testimoniare che le sue colpe di fariseo intransigente sono state tolte di mezzo e perdonate nell’incontro con il Signore risorto sulla via di Damasco e che al posto di quelle colpe ora c’è un dilagare

traboccante di vita nuova e divina, d’amore.

La realtà è che Gesù, dopo essere morto, si è ridestato, primo fiore tra coloro che ‘si addormentano’. E’ il punto culminante del discorso. Tra molti fratelli Gesù è il primo che dalla morte è rinato alla vita, ad un gratùito e infinito dilagare di vita, una gloriosa ‘rinascenza’. Tutto l’essere umano, spirito anima e

corpo, parteciperà allo splendore a cui è chiamato dal Signore risorto. Il Figlio divenne un primogenito di molti fratelli: “Eccomi, Io e i figli che Dio mi ha dato”.

“Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell’anima, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col Cielo.

Allora la vostra anima troverà la quiete” (Pavel Florenskij, Non dimenticatemi)....                           

BUDOIA

MERCOLEDI’ 19  Febbraio

9,30 –  Def.ti Sanson Giampiero, Paolo e Santina

DOMENICA 23  Febbraio VII del Tempo Ordinario

11,00 – Def.ti Bosser

 Offerte  : Pro Chiesa NN € 20

                 Pro Oratorio da Famiglie Gottardo, Rosso,

                 Dall’Acqua, Polese, Buffolo/Zambon € 240.

 

 DARDAGO

MARTEDI’ 18 Febbraio

17,00 – Santa Messa

SABATO – 22 Febbraio VII del Tempo Ordinario

18,00 –  Def. Tranci Sandro, Calderone Enrico

              Ann. Puiatti Armando, Manes Michele,

              Ann. Callegari Italo e Giulia, Polo Scrivan Fernanda

              Defunti Bocus Rosalino e Genitori.

 Offerte  : Pro Chiesa NN € 40

 

SANTA LUCIA

GIOVEDI’ 20 Febbraio

17,00 – Santa Messa  

DOMENICA 23 Febbraio

VII del Tempo Ordinario

9,45 – Ricordo dei defunti:

           Stanic Ilja, Pastorutti Lorenzo,

           Rizzo Ettore, Turatti Gina.

 

 

 

 

 

anima troverà la quiete” (Pavel Florenskij, Non dimenticatemi).

sabato 18 gennaio 2025

DOMENICA, 19 GENNAIO 2025 - Anno 15 n. 8

 

 


DOMENICA, 19 GENNAIO 2025  - Anno 15 n. 8

 II del TEMPO ORDINARIO

 

QUESTA TERRA DI DIO

Nozze in Galilea (a cura di Silvano Scarpat)

Al ritorno degli esuli da Babilonia, il rotolo del profeta Isaia si arricchisce di altre voci, di nuove parole che invitano alla speranza. I rimpatriati vivono ancora in una città in rovina, trovano l’opposizione di quelli che ora vi abitano. Un profeta, un altro discepolo di Isaia, si rivolge direttamente a Gerusalemme. Le sue parole sembrano il canto di una sentinella che attende

l’aurora, che l’annuncia e la invoca. Col suo canto sveglia anche la città e il Signore in mezzo alla città:

L’amore per Sion mi impedisce di tacere,  l’amore per  Gerusalemme non mi dà tregua, finché non venga il chiarore di Colui che la salverà e la fiaccola ardente del suo Liberatore.

L’aurora illumina la città che, con le sue mura ricostruite sembra una fulgida corona posta sopra il monte, visibile da lontano:

e appaia ai popoli la tua salvezza, a tutti i re il tuo splendore.

La gloria, lo splendore, è tutto ciò che permette all’uomo di ral-legrarsi e di essere giustamente orgoglioso.

E ti chiamino con un nome nuovo, indicato dal Signore.

Gerusalemme deve accettare il suo nome da Dio e sarà Dio – e solo Lui – a far grande il nome di Gerusalemme.

Oh corona che splendi tra le mani del Signore E’ la corona regale di David, simbolo di onore, sicurezza e gioia.

Mai più tu sarai detta ‘l’Abbandonata’, né  ‘la Desolata’:

la fecondità  verrà dall’amore di Dio che ti farà sua sposa. E sarai del Signore per sempre. Ciascuno dei tuoi figli sarà discepolo del Signore (54,10).

Sì, come un giovane sposa una ragazza, come gode lo sposo per la sua sposa godrà di te il tuo Dio.E’ la più bella speranza che sia stata data agli uomini di formulare. Dopo il battesimo nel fiume Giordano, predicato da Giovanni, Gesù si incammina.  Sono diretti a Cana di Galilea, per partecipare ad un banchetto di nozze. E’ il primo itinerario che compiono insieme: Pietro, Filippo, Natanaele, Andrea e un altro discepolo –  Giovanni  ? – e Gesù. Prima di muoversi, Gesù fa una promessa: “Vedrete gli angeli di Dio che da un varco aperto nel cielo scendono su questo figlio dell’uomo - Lui, Gesù – e poi risalgono”. Sulla terra Gesù vive in perfetta sintonia e fiducioso contatto con il Padre. Natanaele viene proprio da Cana, conosce la strada. Sono giovani, impazienti di poter partecipare ad una festa. Si tratta di un ricevimento di gente benestante: gli sposi si possono permettere di spendere molto. Anche la madre di Gesù è tra gli invitati. E’ lei ad accorgersi che il vino delle nozze era ormai tutto consumato. Si  affida al figlio, riporta tutta la nostra attenzione su Gesù. Comprende forse quello che a noi sfugge e istruisce i servitori. L’ora di Gesù è decisa dal Padre. Gesù, seguendo il filo d’intesa con la madre, dà un ordine. C’erano dei grandi recipienti di pietra, usati per le purificazioni: “Riempiteli d’acqua!” Il caposala gusta l’ottimo vino, ma non ne sa l’origine. Il segno di Cana è un anticipo, l’inizio di una rivelazione progressiva . In Gesù si contempla Dio che si dona con la sovrabbondanza delle sue ricchezze: Gesù è venuto per la nostra gioia.


BUDOIA

 

MERCOLEDI’ 22 Gennaio

9,30 –  Santa Messa

DOMENICA 26 Gennaio – III del Tempo Ordinario

11,00 – Santa Messa per la comunità

 

 

DARDAGO

MARTEDI’ 21 Gennaio

17,00 – S. Messa Anniversario Bocus Rina ved. Zambon,

             Ann. Zambon Loris Pala, Def.ti  Famigliari Ianna

             Franca, Ann. Celant Francina, Zambon Pietro e Santa (Sartorel)

SABATO – 25  Gennaio - III del Tempo Ordinario

18,00 – Anniv. Bocus Luciano Friz, Anniv. Zambon Teodora

 Offerte  : Pro chiesa NN 40, NN 50, NN 10

                  Famiglia Sartorel € 30.



SANTA LUCIA

GIOVEDI’ 23 Gennaio

17,00 – Santa Messa

DOMENICA 26 Gennaio – III del Tempo Ordinario

9,45 – Santa Messa Zanus Busetti Luigia

 

AVVISO COMUNE

Dal 18 al 25 Gennaio:

SETTIMANA  DI  PREGHIERA per l’UNITA’

DELLE CHIESE E DEI CRISTIANI

26  Gennaio: DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

   

                                                             

 

 

venerdì 10 gennaio 2025

DOMENICA, 12 GENNAIO 2025 - Anno 15 n. 7 BATTESIMO DEL SIGNORE (C)

  



QUESTA TERRA DI DIO


(a cura di Silvano Scarpat)

Per lungo tempo Dio era rimasto in silenzio, le voci dei profeti si erano fatte sempre più rare. Ora all’improvviso, inaspettatamente Egli riprende a parlare al suo popolo, torna a rivolgergli la parola:

“Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e chiamatela poiché la sua schiavitù è finita, la sua colpa è stata scontata”.

Chiamare significa qui rivolgere parole d’amore: Dio e il suo popolo hanno un legame paragonabile a quello che esiste tra lo sposo e la sposa.

Una voce grida: è la stessa che aveva chiamato due secoli prima Isaia, nel tempio in tutto il suo splendore (Isaia 6).

Ora, sulle rive dei fiumi di Babilonia, annuncia che la gloria del Signore sta per tornare nel suo santuario, a Gerusalemme. Si tratta di preparare la strada nel deserto perché possa ritornare alla testa del corteo degli esiliati: Babilonia è andata oltre il suo mandato.

Anche gli altri popoli riconosceranno il Signore, Dio vuole che il vangelo del perdono raggiunga tutti i popoli.

L’inizio del Libro della consolazione (Isaia 40,1-11) è il racconto della chiamata e della missione di un profeta: di lui sappiamo che visse in esilio e si ispirava a Isaia. Ricevette da Dio il compito di incoraggiare e far vedere agli esiliati un futuro di Gioia e di grazia, nel decennio prima della caduta di Babilonia (539 a. C.).

Egli da lontano si rivolge alle sentinelle di Gerusalemme perché annuncino alle altre città della Giudea l’amore e la fedeltà del loro Dio. Il Signore ritorna in Sion riportando gli esiliati come se fossero il suo trofeo di guerra, il premio; come Giacobbe portò con sé Rachele, la sposa preferita, dopo gli anni di servitù, e gli parvero un soffio, tanto l’amava.

Il cammino è quello tracciato da Dio con l’amore di chi prende gli agnellini in braccio e conduce pian piano le pecore madri; e con la tenerezza di colui che non spezza la canna incrinata e non spegne il lucignolo fumigante.

Avvenne che una volta, mentre il popolo si faceva battezzare, anche Gesù si fece battezzare. Egli si identifica con la folla per camminare insieme verso la liberazione.

Gesù stava in preghiera: l’aprirsi del cielo permette allo Spirito di scendere su Gesù e alla voce di proclamare la missione del Figlio: “Sei Tu il mio Figlio carissimo”.

La colomba indica l’effetto della discesa dello Spirito. Rappresenta Israele, l’alleanza mai revocata: Colomba silenziosa, che voli lontano (Salmo 56,1); Mia colomba, che ti nascondi tra fessure di rocce, tra anfratti di dirupi” (Cantico 2,14).

Così Gesù fece il suo primo passo, quando aveva circa trent’anni. Ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe… era figlio di Adamo, Figlio di Dio (Luca 3,21-38).

Quanto più viviamo in contatto con Gesù, tanto più il cielo si apre sopra di noi.

In Gesù, Dio ci viene incontro.


BUDOIA

MERCOLEDI’ 15 Gennaio

9,30 – Trig. Zambon Carlon Maria

           Def.ti  famiglia Del Zotto Giobatta

 

DOMENICA 19 Gennaio – II del Tempo Ordinario

11,00 – Anniv. Zambon Giovanni e Bravin Angela,

             Def. Gislon Elio e Santarossa Teresa

 

Offerte   : Pro Oratorio da Famiglie Moro, Donadel, Bravin

                  Bottos, Frigo De Franceschi, Galanti e Cosettini   € 290

 

 

DARDAGO

MARTEDI’ 14 Gennaio

17,00 – Def.ti  Vettor Mirella e Ciacòtich Franco

SABATO – 18 Gennaio - II del Tempo Ordinario

18,00 – Def. Tranci Sandro, Def.ti Famiglia Costantini

Offerte  : Per opere parrocchiali € 680 ricavati dalla vendita degli oggetti di Natale.


SANTA LUCIA

GIOVEDI’ 16 Gennaio

17,00 – Santa Messa

DOMENICA 19 Gennaio – II del Tempo Ordinario

9,45 – Santa Messa Def.ta Chiaredia Adelina

 

                                                            

 

 

sabato 4 gennaio 2025

DOMENICA, 5 GENNAIO 2025 - Anno 15 n. 6 EPIFANIA DEL SIGNORE

 


DOMENICA, 5 GENNAIO 2025  - Anno 15 n. 6

 EPIFANIA DEL SIGNORE

Una vita che è la luce degli uomini


(a cura di Silvano Scarpat)

Dopo la scomparsa dei profeti, i saggi rimasero in Israele come gli educatori, attraverso la narrazione di esperienze di vita.

Il saggio mostra che il disordine della creazione è solo apparente:

Le opere del Signore sono tutte molto belle e per ogni necessità Egli provvede a suo tempo.

Non c’è da dire: “Cos’è questo? Perché così è quello?”

Al centro del libro (24,1-32), la Sapienza personificata parla in prima persona dal tempio di Gerusalemme, in cui abita:

Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto la terra come una nube.

Tra tutte le genti cercai un luogo di riposo, nell’eredità di chi potermi stabilire.

E Dio mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”.

Egli mi creò prima del tempo, sin dal principio e per tutta l’eternità non verrò meno. Mi ha fatto abitare nella città che Egli ama, esercito il mio potere in Gerusalemme.

Crebbi come piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura. La Sapienza è il riflesso, l’impronta del Creatore nella creazione, è l’ordine e l’armonia del creato, corrisponde alla legge di natura e alla luce di coscienza. Viene identificata con la Legge, patrimonio d’Israele. Creazione e Legge sono opera dell’unico Dio, rivelazione del suo progetto d’amore per l’umanità.

Giovanni scrisse forse prima dell’anno 65; secondo la tradizione, nell’isola di Patmos. Scrive il suo racconto sempre dal punto di vista di Gesù, e non degli uomini. E ha capito particolarmente bene la profondità del pensiero di Gesù. . Il pròlogo del Vangelo di Giovanni (1,1-18), in greco, ci giunge come un grido:

Questo Discorso esisteva fin da principio perché esisteva di fronte a Dio, infatti questo Discorso era Dio:

è il tramite per cui tutte le cose hanno incominciato ad esistere.

Contenuto di questo discorso era una vita, una vita che è la luce degli uomini.

Perciò questa luce fa chiaro nel buio senza che il buio riesca ad oscurarla.

Il racconto che forma l’argomento dei vangeli rientra e si identifica nell’eterno Discorso d’amore che il Padre fa e che in Gesù diventa un essere umano. Questo Discorso con il suo contenuto di vita vuole assicurare a noi la felicità ed è il motivo per cui Dio ha creato il mondo, per darci questa vita bella.

Queste parole sono il punto di arrivo di tutta una vita, non hanno abbandonato l’evangelista per un solo istante. La parola di Gesù è la parola che consola, descrive e fa vedere Dio. Giovanni aveva cominciato a dettare il suo racconto: serviva agli altri, ma serviva soprattutto a lui. Mentre dettava, una serenità inaspettata si era imposessata di lui. Non era un sentimento che nascesse dal suo cuore: la gioia delle parole gli era entrata dentro. Quelle parole gli davano ristoro, erano la sua consolazione. E questo Discorso divenne una persona umana e prese dimora in mezzo a noi (o in noi)

che avemmo così sotto gli occhi il suo splendore.


BUDOIA

LUNEDI’ 6 Gennaio – Epifania del Signore

11,00 – Santa Messa e benedizione  dei bambini  e fanciulli delle 3 comunità

 MERCOLEDI’ 8 Gennaio 2025

9,30 – Santa Messa

 DOMENICA 12 Gennaio – Battesimo di Gesù

11,00 – Santa Messa, Battesimo di Garbo Giulia,

             Def.ti  Zambon Vilma e Garbo Walter

             Anniversario Del Zotto Celestino

Offerte   : Pro chiesa    famiglia Della Valentina NN  € 20.

 

DARDAGO

LUNEDI’ 6 Gennaio – Epifania del Signore

18,00 – Anniv. Zambon Roberto Momoleti

 

SABATO – 11 Gennaio Battesimo di Gesù,  III dopo Natale

18,00 – Santa Messa.

Offerte  : Pro chiesa, NN  € 40

                  In memoria di Destro Luigia,

                  la famiglia Zambon Pinal € 40


SANTA LUCIA

 LUNEDI’ 6 Gennaio – Epifania del Signore

 9,45 – Santa Messa

 GIOVEDI’ 9 Gennaio

17,00 – Santa Messa

 DOMENICA 12 Gennaio – Battesimo di Gesù

9,45 – Santa Messa   Ricordo del defunto Gislon Paolo