Mosè, nelle steppe di Moab, giunto alle soglie della Terra promessa, consegna ai suoi il suo testamento, le parole più intense, un patto oltre il patto, e chiede che siano scritte in un libro da porre accanto all’arca santa.
All’inizio del discorso, una parola fondamentale:
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio,unico è il Signore.
Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore,
con tutta l’anima e con tutte le forze (Deuteronomio 6,2-6).
Non è Dio a parlare e “non si tratta di un comandamento ma di una dichiarazione, uno svelamento. L’amore non può essere una legge. Ma tutta la Legge è condensata in questa sola parola”.
Per questo Mosé ha lasciato la famiglia del faraone e poi ha lasciato anche Séfora, piccola rondine, e la sua famiglia, per il Dio unico da amare con tutte le proprie forze: la Terra promessa è qui. Questa parola è la vostra vita. Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,mia fortezza, mio liberatore.
Dio mio, mia rupe in cui mi rifugio,mio scudo, mia salvezza…
Egli concede amore al suo Messia, a David e alla sua discendenza, per sempre. (Salmo 17/18. Del servo del Signore, David).
Gesù, giunto a Gerusalemme, nei cortili del tempio continua ad insegnare come nelle sinagoghe e sulle colline della Galilea.
Uno scriba, un letterato, gli pone una domanda riguardo al primo dei comandamenti (Marco 12,28-34).
La novità e la bellezza della risposta di Gesù è affermare al primo posto, indiscutibilmente, l’amore del Padre, facendolo riflettere, come in uno specchio, nell’amore del prossimo. Il secondo comandamento è simile al primo come l’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio: la vita di Dio è riflessa e resa visibile nelle relazioni tra persone.
“Ama il tuo prossimo come qualcosa che sia te stesso”, dice rabbì Smelke.
“Questo è l’amore per gli uomini: sentire di che cosa hanno bisogno e portare la loro pena”, disse rabbì Moshe Lob.
“Desidera, come per te, per il tuo prossimo ciò di cui ha bisogno e allora troverai Dio”, disse rabbì Meir Shalom.
Vedendo che lo scriba aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: “Non sei lontano dal Regno di Dio”.
“I due comandamenti sono la vetta della Legge, ma non ancora ricchezze della vita nuova d’amore che ha più meravigliosi segreti: scorgere lo splendore della sostanza divina nell’umanità di Gesù e cedere all’offerta d’amore” (Giuseppe Sandri), lasciarsi amare da Lui.
Gesù, un pontefice degno di noi, è sempre vivo per intercedere a nostro favore. Egli si offre col semplice fatto di esistere: qui è il sacerdozio e il culto nuovo e vero (Lettera agli Ebrei 7,23-28).
Rabbì Hanock diceva: “L’esilio vero di Israele in Egitto fu che gli ebrei avevano imparato a sopportarlo” (Martin Buber, I racconti dei Chassidìm).
(Commento del diac. Silvano Scarpat)
A BUDOIA (Per il 1° e il 2 novembre, vedi sotto)
MERCOLEDÌ 3 Novembre
9,30 – Annniv.Alfier Assunta
DOMENICA 7 Novembre – XXXII del Tempo Ordinario
11,00 – D.ti Varnier Agostino e Lucia
OFFERTE: Pro Chiesa Angelin Giuliana € 30
17,00 – Per tutti i fedeli defunti
SABATO 6 Novembre - XXXII del Tempo Ordinario
18,00 – D.ti Bocus Luciano, Zambon Andrea, famigliari
Ianna Alfredo, Angela e Chiara.
x Missioni in Equador € 130, x opere Parrocchiali € 20 e € 20.
In occasione della Cresima, i genitori dei ragazzi hanno raccolto € 230 e devoluti alle famiglie dell’Unità Pastorale in difficoltà.
Si ringrazia Vittorio Janna per la fornitura dei pieghevoli per la Santa Messa della Dedicazione della Chiesa.







